Pietro Vannucci, detto il Perugino, nacque nel 1445-50 ca, a Castel della Pieve (odierna Città della Pieve). Si formò a Firenze nella bottega del Verrocchio, dove lavorava anche Leonardo da Vinci. Tra il 1480 e il 1481 lavorò agli affreschi della Cappella Sistina. All’inizio del Cinquecento aprì una fiorente bottega a Perugia, dove si formò anche Raffaello Sanzio. Morì a Fontignano nel 1523. L’itinerario ci permette di scoprire alcuni capolavori del maestro e ripercorrerne alcune tappe della vita. A Città della Pieve, dov’è visibile la casa natale, tra le opere che meritano particolare attenzione vi sono: la Madonna col Bambino del Duomo; L’adorazione dei Magi dell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi e La deposizione dalla croce di Santa Maria dei Servi. Raggiungendo Panicale, si ha modo di vedere un panorama sul Trasimeno e la Valdichiana, con paesaggi che Perugino ha descritto nei suoi dipinti. Nel borgo si trova la chiesa di San Sebastiano dove sono custoditi due affreschi: il Martirio di San Sebastiano e la Vergine con Bambino tra i santi Agostino e Maria Maddalena. Proseguendo si arriva a Fontignano, dove Perugino dipinse la sua ultima opera per la chiesa dell’Annunziata e l’affresco con la Madonna e il Bambino. Le testimonianze più rilevanti del maestro sono, tuttavia, a Perugia: negli affreschi del Collegio del Cambio e nella raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Perugia
La città, oltre all’itinerario archeologico, offre la possibilità di vari percorsi artistici che testimoniano l’importanza della suo passato storico. Tappe obbligatorie sono: il Collegio del Cambio, Palazzo dei Priori, la Fontana Maggiore, capolavoro di Nicola e Giovanni Pisano (1275-78), il Duomo con il coro ligneo del XV sec. e le opere di Barocci e Signorelli; l’Oratorio di San Bernardino simbolo del Rinascimento perugino; la Chiesa di San Severo che custodisce un mirabile affresco di Raffaello; le chiese di San Pietro, sant’Ercolano, san Domenico. Tappa obbligatoria è la Galleria nazionale dell’Umbria con i superbi capolavori di Arnolfo di Cambio, Duccio di Buoninsegna, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Piero della Francesca, Benedetto Bonfigli, Perugino e molti altri.
Assisi – Santa Maria degli Angeli - Spello
Oltre ad essere luoghi di devozione e pellegrinaggio le chiese di Assisi sono dei veri e propri scrigni d’arte; a cominciare dalla Basilica di San Francesco con gli affreschi di Giotto, Cimabue, i Lorenzetti e Simone Martini; la Basilica di Santa Chiara e quelle di San Rufino e Santa Maria degli Angeli, che custodisce anche un Crocifisso di Giunta Pisano (1236 ca.). Da Assisi si prosegue per Spello, antico borgo cinto da mura di età augustea: nella chiesa di Santa Maria Maggiore la Cappella Baglioni è stata interamente affrescata da Pinturicchio nel 1501, ed è considerata una delle sue imprese più pregevoli.
Foligno – Montefalco – Spoleto
Sebbene abbia avuto un notevole sviluppo in epoca attuale, Foligno conserva nel suo centro le tracce del suo nobile passato; con il Duomo del X secolo, il palazzo trecentesco dei Trinci, decorato all’interno da preziosi cicli di affreschi, l’oratorio rinascimentale della Nunziatella. Affianco a quest’ultimo si trova il Centro di documentazione della stampa, poiché Foligno è stata dal 1470 un importante centro dell’arte tipografica, tanto che qui nel 1472 è stata stampata la prima edizione della Divina Commedia di Dante. A Montefalco, suggestivo borgo dal quale si gode una straordinaria vista panoramica, merita una visita la ex-chiesa di San Francesco, oggi museo, con il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli (1452), dedicato alle storie di San Francesco. Percorrendo la Flaminia in direzione sud si arriva a Spoleto, dove si rimane subito rapiti dalla grandiosa mole della Rocca albornoziana e da quella del Ponte delle Torri, esempio unico di architettura civile del XIII secolo. Oltre alle chiese di san Pietro, sant’Ansano, san Gregorio, sant’Eufemia, è il Duomo che presenta delle opere senza eguali. Oltre al mosaico in facciata del 1207, all’interno si trovano: la cappella Eroli con gli affreschi di Pinturicchio e Jacopo Siculo, la croce lignea dipinta nel 1187, il busto ritratto di papa Urbano VIII di Bernini e il ciclo di affreschi dell’abside, capolavoro di Filippo Lippi (1467-69).
Todi – Orvieto
All’inizio degli anni Novanta l’Università americana del Kentucky indicò Todi come uno dei luoghi migliori al mondo per la qualità della vita. Todi con le sue atmosfere medievali è un centro di grande attrazione. La piazza del Popolo con gli edifici delle antiche magistrature (XIII sec), e il Duomo del XII secolo, è una delle più belle d’Italia. La chiesa di Santa Maria della Consolazione, a pianta centrale, attribuita al Bramante è un esempio fulgido di architettura rinascimentale. Percorrendo la panoramica SS 448, costeggiando il lago di Corbara, si giunge a Orvieto, dove le testimonianze dell’antichità si trovano accanto ad altri capolavori dei secoli successivi. La città sulla rupe tufacea è dominata dalla mole del Duomo, esempio straordinario e raro di architettura gotica italiana: sulla facciata rilievi con scene bibliche del 1320-30 e il rosone realizzato dall’Orcagna; all’interno la Maestà di Gentile da Fabriano, la Cappella del Corporale con la reliquia del miracolo di Bolsena, e la Cappella di San Brizio con il ciclo di affreschi di Luca Signorelli (1499-1504). Il Pozzo di San Patrizio, senza fine secondo la tradizione popolare, è un’architettura rinascimentale opera di Antonio da Sangallo voluta da papa Clemente VII per l’approvvigionamento idrico della città; la chiesa di sant’Andrea con la medievale torre dodecagonale, la Torre del moro e la Torre dell’orologio con l’automa che dal 1348 scandisce le ore suonando la campana, e la chiesa di san Domenico con il monumento funebre del cardinale De Braye di Arnolfo di Cambio (1285), sono tappe obbligatorie del giro in città.
Terni – Narni – Amelia
Nonostante le distruzioni dovute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, Terni offre ancora al visitatore monumenti degni di nota, come ad esempio le chiese romaniche di san Salvatore sant’Alò, san Pietro, e la Cattedrale dell’Assunta. La chiesa di san Francesco con la Cappella Paradisi affrescata nel Quattrocento da Bartolomeo di Tommaso con scene d’ispirazione tratte dalla Commedia dantesca. Il Palazzo Spada, sede municipale, opera rinascimentale con affreschi, unici nel loro genere, di Karel van Mander; la Pinacoteca con la Pala dei Francescani di Pier Matteo d’Amelia. A Narni il passato romano e medievale sono evidenti in ogni angolo cittadino, con le magnifiche architetture della Cattedrale, iniziata nel 1047, con il sacello dei santi Giovenale e Cassio coronato dal mosaico del IX secolo, o dei palazzi di Piazza dei Priori. Degne di nota anche le chiese di san Francesco, santa Maria Impensole, san Domenico, sant’Agostino. Amelia, posta sulla cima di un poggio calcareo, è punteggiata da importanti palazzi costruiti tra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo da varie famiglie nobili, tra di essi spicca Palazzo Petrignani, con la bella decorazione interna ad affresco del tardo Cinquecento, e Palazzo Farrattini edificato su disegno di Antonio da Sangallo il giovane. Tra le chiese si devono visitare san Filippo e Giacomo, con i sepolcri della famiglia Geraldini, sant’Agostino, san Magno, santa Monica e il Duomo, ricostruito tra il 1640 e il 1680 conserva pregevoli opere pittoriche. Affianco la poderosa torre campanaria è a pianta dodecagonale risalente al 1050.
Percorsi di arte contemporanea
Per i cultori dell’arte contemporanea l’itinerario inizia da Città di Castello, con la fondazione dedicata al maestro Alberto Burri, che ha donato alla sua città natale un considerevole numero di opere. Proseguendo sulla E45 verso sud, dopo Perugia, con una breve deviazione si raggiunge la località di Brufa, dove è stato creato un parco di sculture disseminate per il borgo e i dintorni, con opere realizzate da alcuni dei maggiori autori italiani. Spostandoci a Torgiano troviamo la Raccolta di Vaselle, brocche realizzate ogni anno dal 1996 dagli artisti per la mescita del vino novello. Proseguendo verso sud, a Deruta il locale Museo della Ceramica dedica un’importante sezione anche alla ceramica attuale. A Terni il centro della città è impreziosito da grandi sculture come la Lancia di Luce di A. Pomodoro, le opere di Miniucchi, Lorenzetti, Mattiacci e Beverly Pepper. L’itinerario prosegue a Spoleto, dove nelle vie cittadine sono visibile le sculture lasciate dopo la mostra del 1962 da autori italiani e stranieri tra cui il grandioso Teodolapio di A. Calder. Nella stessa città da non perdere è la raccolta della Galleria di Palazzo Collicola con le ceramiche di Leoncillo, e la Collezione dell’Hotel Albornoz.