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I LUOGHI E LE CURIOSITà DA SCOPRIRE
L’olivo più longevo
Secondo la tradizione l’Olivo di Sant’Emiliano, che si trova nei pressi di Bovara (frazione di Trevi) a circa 200 metri dall’omonima abbazia benedettina fondata nel 1158, sarebbe il più antico dell’Umbria e presumibilmente anche d’Italia. Da circa due millenni produce oliva, è diviso in tre tronchi che nascono da un unico ceppo, la pianta raggiunge un perimetro di 9 metri. Il nome lo deve al Santo protettore di Trevi che nel 304 venne legato all’ulivo e quindi decapitato.
Il Teatro della Concordia
Il Teatro della Concordia è uno dei teatri più piccoli al mondo, con i suoi 99 posti, e si trova a Monte Castello di Vibio, vicino Todi. Costruito per volontà delle famiglie più abbienti del piccolo centro, venne inaugurato nel 1808 e dedicato alla concordia tra i popoli. Nel 1892 fu interamente affrescato dal giovane pittore, aveva 14 anni, Luigi Agretti. Nel 1993 si sono conclusi i lavori di restauro, durati sette anni, che hanno riportato all’antico splendore la struttura originaria.
Una città inventata
A Montegiove, vicino Orvieto, il complesso conventuale della Scarzuola, fondato da San Francesco nel 1218, è stato trasformato in un luogo fantastico ricco di simbologie. L’opera si deve all’architetto Tomaso Buzzi, che acquistò il complesso nel 1956 e fino alla sua morte nel 1981 lavorò al progetto di edificare la sua Città Ideale. Oltrepassando il convento e la chiesa, ancora consacrata, ci si addentra in sette teatri sovrastati dall’acropoli, un insieme di edifici fantastici, alcuni dei quali vuoti, costruiti uno sull’altro per creare infinite prospettive, dove si mescolano antico e moderno. Con nomi evocativi, come Torre dell’Angelo, Tempio della Madre Terra, Torre della Meditazione, Teatro delle Acque identifica degli spazi che prospettano sul giardino definiti da uno stile neomanierista. Oggi il complesso fa parte dei Grandi Giardini Italiani
Tracce della preistoria
Le rocce della Gola del Bottaccione nei pressi di Gubbio contengono sedimentazioni perfette e globali, tanto che sono considerate dagli studiosi come un archivio storico dell’evoluzione terrestre. Esse permettono di constate che l’inversione del campo magnetico di un certo periodo è avvenuta in coincidenza con la scomparsa dei dinosauri, avvalorando l’ipotesi della collisione tra la terra e una serie di enormi meteoriti. Negli strati calcarei delle rocce eugubine gli scienziati hanno trovato le tracce di questi eventi avvenuti 30-50 milioni di anni fa, al passaggio tra l’era del Cretaceo e l’Eocene.
Il Museo delle mummie
La cripta romanica della chiesa di Santo Stefano di Ferentillo per lungo tempo venne utilizzata come luogo di sepoltura. Qui, grazie alle condizioni climatiche e alle caratteristiche chimico-fisiche del terreno si è verificato un fenomeno particolare. Infatti, i cadaveri che erano stati deposti sul terreno nei secoli scorsi hanno subito un perfetto processo di mummificazione, conservando riconoscibili anche i vestiti. Oggi le mummie sono raccolte in un armadio e in parte appoggiate alle pareti della cripta-museo. Una particolarità, quasi inspiegabile, è la presenza di due cadaveri riferibili ad un uomo e ad una donna cinesi, o comunque orientali.
La foresta pietrificata
Circa un milione e mezzo di anni or sono, un cataclisma, forse un’alluvione o un terremoto, seppellì alcuni alberi della famiglia delle sequoie nei dintorni di Avigliano Umbro. Nel 1979 i resti di questi alberi furono riscoperti, e vennero alla luce le testimonianze di una foresta risalente al Pliocene, la Foresta fossile di Dunarobba. L’eccezionale interesse scientifico del sito sta nel fatto che i tronchi sono molto grandi (fino a 1,5 m di diametro e 8 m di altezza) e si trovano ancora in posizione di vita, conservando la struttura lignea. La foresta sorgeva ai margini del grande lago Tiberino. Oggi sono circa cinquanta i tronchi visibili, in un ambiente che sembra aver fermato il tempo.
La grotta e le cascate di Pale
Nei pressi di Belfiore, a pochi chilometri da Foligno, si trovano le cascate di Pale. Le tre cascate sono formate dalle acque del torrente Menotre, e sono nascoste da una rigogliosa vegetazione. L’ambiente è dominato dalla piramide rocciosa del Sasso di Pale (958 m.), aspro massiccio di origine calcarea, alla cui sommità sono stati rinvenuti i resti di un santuario preromano. Nelle vicinanze si trova la grotta di Pale, formata da un articolato sistema di cavità e gallerie con scenografiche formazioni di stalattiti e stalagmiti.
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